Lost in digital

La serie di opere “Lost in digital” ha come prerogativa fondamentale quella di essere destinata esclusivamente alla fruizione su dispositivi mobili, e invita chi la riceve a ricondividerla con i propri contatti attraverso i canali di messaggistica istantanea quali Whatapp, Messenger, Telegram etc.

Il meccanismo di ricondivisione, la trasformazione dell’opera in codice da ritrasmettersi secondo una rete di contatti tenuta in piedi dal supporto mobile, è anch’esso parte dell’opera: mette in gioco cioè l’imprevedibilità, per l’autore dell’opera, di prevedere la diffusione dell’opera stessa, e porta ai suoi limiti fisiologici la questione della proprietà dell’opera, che è in mano in parte ai suoi fruitori, in parte ai proprietari dei mezzi di messaggistica istantanea, nella misura in cui questi mezzi permettono (per qualità visiva dell’immagine, peso del file etc) il passaggio di un messaggio piuttosto che di un altro.

La serie di opere è quindi una riflessione sul digitale sia nel suo contenuto, sia nella sua forma di diffusione, sui rapporti e sulla comunicazione digitale istantanea, sulla permanenza o meno dell’informazione sui dispositivi mobili, sul disembedding dell’opera che vive di una vita “nomade” da un mezzo all’altro.

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Fermoimmagine

 

In un mondo del fare e dell’essere produttivi, forse un’azione performativa efficace è quella del non fare, del non muoversi, e  in luoghi non preposti alla stanzialità: non-luoghi di passaggio, fisico e mentale, luoghi dove il fermarsi rappresenta un ostacolo per gli altri, un ostacolo al funzionamento, al sistema, alla megamacchina.

 

 

RoxRok 2017

con Rossella Ferrero

 

eventopubblico

La performance prevede che un certo numero di persone diventi “pubblico”, ma in un luogo dove di solito pubblico non ce n’è e non è previsto che ce ne sia. Le sedie verranno sistemate a guisa di platea, con i partecipanti seduti, ma il luogo sarà all’aria aperta. Verranno scattate alcune fotografie della performance e verrà registrato un filmato. Il pubblico, quindi – al centro di tanti dibattiti sulla sua partecipazione, sulle strategie di marketing per muoverlo, etc – diventa esso stesso il soggetto della performance, e l’assenza del focus sul quale il pubblico dovrebbe concentrarsi (uno spettacolo, un film etc) ne sottolinea questo aspetto estraniante. Sarà anche interessante osservare le reazioni dei passanti.

 

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Se una delle questioni da affrontare per un performer è convogliare pubblico ai suoi lavori, questa performance ribalta il concetto di partecipazione: c’è stato solo pubblico, alla performance, invitato a compiere nel modo più naturale possibile l’atto di prendere posto e assistere ad una performance che non c’era, perché la performance “era” il pubblico. L’azione è stata ripresa da diverse angolazioni, sia nella sua versione a più partecipanti, sia nella sua messa in atto di un singolo spettatore. La visione “scientifica” e “analitica” di un fenomeno viene così riproposta, analizzata, fin dalle sue prime battute: mettere insieme un gruppo cospicuo di pubblico che dovrà partecipare ad un “niente” programmato, come comuncarglielo, la scelta del luogo: un parco, il luogo di passaggio e di “perdita di tempo a scopo di relax” troppo spesso incastrato tra mille incombenze. Le sedie stesse diventano un ready-made da far vivere in una funzione per la quale non sono previste: oggetti dove consumare la propria attesa, ma in attesa di un niente che rende l’attesa stessa il centro della performance.

2

 

Thanks to

Rossella Ferrero
Vincenzo Bruno
Angela Conversano
Michele Di Erre
Marta Di Giulio
Teresa Ribuffo
Olga Sosnovskaja
Vanessa Aci Rainbow
Jasmine Salah
Jacopo Della Rocca
Fabrizio Corona

DIRANNO DI ME – La vera storia di Shaye Saint John

Andrea Roccioletti
DIRANNO DI ME – La vera storia di Shaye Saint John
Autori Riuniti

“Sai che cosa penso? Che non ci sia niente di più puro e ribelle del fallimento, al giorno d’oggi. Il successo ti lascia l’amaro in bocca, per i prezzi che hai dovuto pagare, per il fatto che non ti basta mai. Ma il fallimento…” Eric allargò le braccia “il fallimento è puro, capisci? Lascia intatto il desiderio. Lascia immacolata la coscienza.”

DESCRIZIONE

C’è un buco nero attorno al quale gravitano la voce di un cantante punk di Bloomington, due cecchini su una Chevrolet Caprice, Timothy Leary, il Max Headroom Incident, Bjork, un addetto alle disinfestazioni che diventa un attentatore, 25 milioni di dollari, 44 università e 12 ospedali statunitensi coinvolti in un programma di esperimenti per il controllo della mente, Terry Schiavo, litri di LSD, e una star di Hollywood di nome Shaye Saint John che con i suoi video su Youtube supera 3 milioni e mezzo di visualizzazioni. Questo buco nero non è il sogno americano, bensì il sonno americano, un sonno senza sogni come una periferia dalla quale non ci si può svegliare, perché è reale, e dalla quale non si può uscire, perché non ha confini.

E perché è una storia vera.

DETTAGLIO

ISBN: 9788894154979
Editore: Autori Riuniti
Data di pubblicazione: 2016

Numero di pagine: 120


AUTORI RIUNITI
L’unica casa editrice fatta solo da autori

Il sogno è nato in una sera d’agosto torinese, calda e profumata.
L’idea forte, rivoluzionaria alla base, i primi piani di lavoro, fogli da riempire, contatti da stringere, le proposte che si accumulano, i manoscritti da valutare. La lista di cose da fare: un’enormità. I libri, gli autori, i tipografi, la distribuzione, i librai, i social, i lettori. Ogni ambito, ogni aspetto affrontato con pazienza, tenacia, curiosità ed entusiasmo. Le ore rubate alle nostre vite, al lavoro, avanti a caffè, pizze napoletane da asporto, birre e risate, il cielo da fissare in pausa sigaretta (che poi pausa vera non è, perché si rimugina), i punti sulla lista che man mano vengono risolti. È stata una lunga e intensa cavalcata: e abbiamo appena cominciato. E su tutto il lavoro, la fatica, l’impegno, una domanda che aleggiava sempre: saremo in grado? Saranno in grado gli autori di diventare anche editori? Di ricoprire ogni singola mansione di una casa editrice, dall’editing alla grafica, dalla correzione bozze ai rapporti con i distributori e le librerie, dalla promozione agli aspetti tecnici, burocratici e amministrativi? A fare tutto quello che bisogna fare, nel modo giusto? Ora siamo pronti a far rispondere i nostri libri per noi.

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