Soglie del privato / poetica per insonni

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eventopubblico

La performance prevede che un certo numero di persone diventi “pubblico”, ma in un luogo dove di solito pubblico non ce n’è e non è previsto che ce ne sia. Le sedie verranno sistemate a guisa di platea, con i partecipanti seduti, ma il luogo sarà all’aria aperta. Verranno scattate alcune fotografie della performance e verrà registrato un filmato. Il pubblico, quindi – al centro di tanti dibattiti sulla sua partecipazione, sulle strategie di marketing per muoverlo, etc – diventa esso stesso il soggetto della performance, e l’assenza del focus sul quale il pubblico dovrebbe concentrarsi (uno spettacolo, un film etc) ne sottolinea questo aspetto estraniante. Sarà anche interessante osservare le reazioni dei passanti.

 

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Se una delle questioni da affrontare per un performer è convogliare pubblico ai suoi lavori, questa performance ribalta il concetto di partecipazione: c’è stato solo pubblico, alla performance, invitato a compiere nel modo più naturale possibile l’atto di prendere posto e assistere ad una performance che non c’era, perché la performance “era” il pubblico. L’azione è stata ripresa da diverse angolazioni, sia nella sua versione a più partecipanti, sia nella sua messa in atto di un singolo spettatore. La visione “scientifica” e “analitica” di un fenomeno viene così riproposta, analizzata, fin dalle sue prime battute: mettere insieme un gruppo cospicuo di pubblico che dovrà partecipare ad un “niente” programmato, come comuncarglielo, la scelta del luogo: un parco, il luogo di passaggio e di “perdita di tempo a scopo di relax” troppo spesso incastrato tra mille incombenze. Le sedie stesse diventano un ready-made da far vivere in una funzione per la quale non sono previste: oggetti dove consumare la propria attesa, ma in attesa di un niente che rende l’attesa stessa il centro della performance.

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Thanks to

Rossella Ferrero
Vincenzo Bruno
Angela Conversano
Michele Di Erre
Marta Di Giulio
Teresa Ribuffo
Olga Sosnovskaja
Vanessa Aci Rainbow
Jasmine Salah
Jacopo Della Rocca
Fabrizio Corona

FPS – First Person Shooting

A circa un anno dalla sua attuazione, la performance FPS resta in me come un momento di collaborazione particolarmente luminoso con quanti si sono messi in gioco per realizzare un’idea inizialmente estrema ed insolita, ma nei risultati molto interessante. Ancora oggi è valida, e rappresenta un tentativo di spingere oltre il suo limite quello che si può fare con i mezzi di messaggistica istantanea, con l’idea di fotografia, con il sottile confine tra privato e pubblico, con un movimento sulla soglia del preparato e dello spontaneo. Sperando in nuove e interessanti collaborazioni, ringrazio tutti i partecipanti: il mondo dell’immagine digitale in Rete è andato nella direzione che avevamo pensato, e anzi forse lo ha superato. Spero in nuovi, inediti tentativi di anticiparlo e di rappresentarlo.

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Sabato 27 febbraio 2016, per 24 ore, verranno postate qui, in tempo reale, le foto condivise sulla chat privata dai partecipanti alla performance.
Ricordiamo che il comando verrà dato da un coordinatore. In risposta, tutti condivideranno un’immagine di ciò che vedono davanti a sé, trovandosi costretti a rendere pubblico il proprio privato senza la possibilità di scegliere cosa mostrare.

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