ESIBIZIONI_SMI

Lo spazio pubblico è quella cosa che esiste solo quando non esiste più. Non ti accorgi che esiste uno spazio pubblico finché qualcuno non lo occupa, facendolo diventare privato, oppure quando noti uno spazio privato e vorresti che fosse pubblico, ma non lo è. Molto tempo fa nacque l’idea che alcune delle cose che con naturalezza si facevano in pubblico dovessero invece essere fatte in privato. Nel corso degli anni le ragioni di questa necessità furono dimenticate, cosicchè oggi, quando siamo incerti se una cosa possa essere pubblica oppure debba essere privata, ci rivolgiamo alla legge, al senso comune, oppure – nel caso dell’arte contemporanea – ai galleristi. Ci sono artisti che espongono in pubblico le loro opere, senza che un gallerista abbia dato il suo benestare, e questi artisti affrontano non solo una valutazione estetica delle loro opere, ma anche un giudizio quasi-morale, “chi ti ha dato il permesso di invadere uno spazio pubblico?”, e un giudizio quasi-psicologico, “perché mi hai fatto diventare pubblico della tua opera senza il mio permesso?”. Ogni esibizion_ista in uno spazio pubblico è una violenza mossa da un dolce ardore, una naturale resistenza che ha bisogno di essere resa fragile.

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